venerdì 12 giugno 2015

Acquazzoni.


Gli acquazzoni estivi sono come l'amore.
In una meravigliosa giornata di Giugno, con 28 gradi all'ombra, esci di casa in canotta e pantaloncini, nella borsa l'immancabile una bottiglietta d'acqua per non rischiare la disidratazione, i fazzoletti per asciugare il sudore, uno specchietto per controllare se quel minimo di dignità che ti dà una passata di mascara è ancora lì durante la giornata. Di certo non ti salta in mente di mettere in borsa un ombrello, è Giugno, ci sono 28 gradi all'ombra, sarebbe da pazzi.

Ecco invece che mentre passeggi beata nella calura il sole scompare dietro qualche nuvola, si nasconde quasi, l'aria diventa sempre più umida (perché se abiti in un posto come quello in cui abito io l'umidità è perenne anche con il sole!!!) e, proprio mentre cerchi disperatamente l'ombrello che non hai messo nella borsa prima di uscire, senti addosso le prime gocce.

Cosa provi in quel preciso istante? Non è una sola sensazione, non si può descrivere in una sola parola, è un mix. Sorpresa, panico, adrenalina, rabbia, preoccupazione, resa. La resa è quando ti lasci andare e lasci che la pioggia ti travolga, con la forza che solo un acquazzone estivo può avere. è dirompente, scombina tutti i piani, ti lascia senza forze.

Eppure non è così negativo. Pensa a quanto fa bene alla terra, le campagne coltivate ritornano a crescere, le città a respirare, il cielo è sempre più pulito, più azzurro dopo un acquazzone.

E l'amore non è la stessa cosa? Arriva come un acquazzone, all'improvviso, senza avvisare, come un acquazzone non ti lascia via d'uscita, ti fa rimanere senza fiato, "breathless" come dicono gli inglesi (che solo loro con una parola riescono a spiegare quello che per me sarebbe impossibile da fare con meno di 140 caratteri!).

L'amore non lo cerchi, arriva e basta, è la storia più vecchia dell'universo. A volte fai anche fatica a riconoscerlo e quando ci riesci hai paura, pensi di non farcela, di non essere abbastanza. C'è anche chi non vuole crederci, si ostina a negarlo o ignorarlo. Quante volte hai detto "non era destino!" perchè non era "il momento giusto", per caso qualcuno ha mai pensato che l'estate sia il momento giusto per un acquazzone?

La verità è che con 28 gradi all'ombra tutti vorremmo buttarci sotto la doccia e rinfrescarci, così come in una vita che corre senza sosta e ci lascia sempre senza tempo/fiato/forze tutti vorremo due braccia da cui tornare ogni sera, un sorriso vicino quando apriamo gli occhi la mattina, degli occhi da incantare e un cuore da far palpitare.

Il vero segreto, secondo me, è goderselo.
Invece non facciamo altro che pensare. Dove mi posso riparare, e se poi mi ammalo, mi becco un raffreddore d'estate sai che goduria, e se poi mi tradisce, se mi lascia, se si prende gioco di me, e se poi sto male?

Quel maledetto acquazzone, quell'amore. Dovremmo godercelo di più.




Non sono innamorata. Non amo nessuno al momento. Neanche un minimo colpo di fulmine.
Eppure ho partorito questo coso pieno di sentimentalismi e non potevo non condividerlo.

♥

mercoledì 18 marzo 2015

Back. (hold back)

Penso che con tutti i casini che ho combinato con i millemila account collezionati nel corso degli anni non sono sicura neanche del fatto che qualcuno legga questo post.
Prima l'unione tra blogger e youtube (non ho un canale youtube "attivo" ma ho un account da almeno sei anni che uso per seguire i miei youtubers preferiti e scoprirne di nuovi!), che mi ha subito gettata nel panico più profondo perché non era certo tra i miei desideri più profondi la convergenza tra questi due mondi. Subito dopo (o poco prima...non ricordo con esattezza la cronologia degli eventi!) google plus, le cerchie, youtube e blogger che diventano un tutt'uno.... Solo una parola: trauma! Ho sempre pensato che il blog fosse uno spazio mio, solo mio, o almeno che a leggerlo fossero solo persone a me sconosciute nella vita reale. L'anonimato, che grande invenzione!
Quasi dimenticavo, nel caos bloggheriano ci si è aggiunto anche bloglovin!!! Altro social, altro sito, altro account... IL CAOS!!! 

Come si dice in questi casi: chi vivrà vedrà.
In questi mesi, otto lunghi mesi, sono rimasta un po' in disparte, non ho commentato quasi mai i post che leggevo e ne ho letti sempre meno. Pensavo Speravo che con il melafonino finalmente tra le mie mani sarei diventata un po' più costante, almeno nella lettura, ma neanche quello ha migliorato la situazione. All'inizio mi sforzavo di rimanere aggiornata, cercavo di dare uno sguardo qua e là, magari leggevo solo i post dei blog ai quali ero più affezionata, ma sempre di sfuggita e un po' controvoglia. Inizio a pensare fosse per invidia, perché aprire bloglovin e vedere che tutti avevano qualcosa da dire e io invece non riuscivo a scrivere neanche tre righe mi creava una sorta di ansia da prestazione. 

Ora non pensate che sia cambiato qualcosa, ho comunque l'ansia quando apro bloglovin, evito comunque di commentare post di altri blog, e ogni tanto anche di leggerli. 
Stasera però avevo una voglia assurda di scrivere, scrivere e scrivere... 
La mia vita ruota sempre intorno ai soliti problemi, alle solite cose, le solite storie, a volte mi sembra di aver cambiato tutto, altre ho la sensazione (orribile) di essere sempre ferma allo stesso identico, maledetto, punto (morto). 

Sono io, sempre io, tranne quando va proprio male e divento la versione peggiore di me stessa.

Non voglio ammorbare nessuno, ma un riassunto delle puntate precedenti mi sembra doveroso. Fingiamo per un attimo che io e voi, io e blogger, io e qualsiasi piattaforma deciderà di accogliere questo sproloquio, noi siamo come due amiche che non si sentono da mesi, per svariati motivi che potremmo racchiudere in una sola parola: vita. Avete presente quella cosa che va troppo piano se voi correte e troppo veloce quando arrancate? Ecco, lei. 
Fingiamo che quest'amica mi chieda "che fine hai fatto?".

Tornata dalla vacanza in Sicily mi sono dedicata a diverse attività... [Grosse risate in sottofondo].
Sono poco credibile, lo so. 

La prima cosa che ho fatto appena tornata dalle ferie è stato prenotare i biglietti per il rientro a NebbiaCity. Sono una fuori sede sui generis. Tutti gli altri non vedono l'ora di tornare "a casa", io non vedo l'ora di andarmene. Se non fosse per i miei, la sister e pochi altri esseri umani degni di nota nella mia vita, potrei anche emigrare in Alaska o cambiare addirittura galassia e non credo sentirei la mancanza di qualcosa o qualcuno. 
Dicono "e ma perché tu non hai un ragazzo ad aspettarti, così è più facile...", certo che è più semplice, ma non l'ho mica deciso io di non avere un ragazzo [sempre le solite risate in sottofondo, stanno diventando fastidiose] o di andare ad abitare a millemila km dal suddetto. Infatti sono fermamente convinta che se la mia dolce metà fosse dall'altra parte del mondo io potrei arrivarci anche a nuoto attraversando tutti gli oceani o in volo facendo scalo negli aeroporti più impensabili pur di stargli accanto o a piedi con l'autostop ai peggiori automobilisti, perché la mia idea (o utopia, come preferite) di vita di coppia/relazione/rapporto/storia non contempla neanche lontanamente la distanza fisica tra i due soggetti interessati. Poi ci sono le eccezioni, ma io e le eccezioni non andiamo proprio a braccetto. Niente da dire su chi ce la fa, ne conosco di tanti anche, che vivono separati e si amano, ma soffrono, si parlano, si vedono e si amano, ma non si vivono, eppure si amano e stanno insieme e vanno avanti proprio perché..si amano, ma per me solo il pensiero è letale.

Quindi a Settembre sono tornata a NebbiaCity, la vita trascorreva tranquilla e sembrava iniziasse ad andare per il verso giusto anche qualcosa in più rispetto alle solite cose. Magari non erano proprio farfalle, ma qualcosa di simile, diciamo che nel mio stomaco c'erano degli esserini svolazzanti. Poi...la vita. 

Ottobre è stato il mese più bello brutto un mese intenso.
Eravamo senza internet a casa, il wifi dell'università faceva abbastanza schifo e poi si è rotto il cavo dell'antenna. La pioggia ha annegato gli esserini svolazzanti e quando è tornato il sereno (e l'adsl!) ho capito che non c'era più motivo di negare l'innegabile. Col senno di poi non me la sento di giudicarmi per aver deciso, ancora una volta, di rinunciare ad una certezza per qualcosa che ha meno consistenza dell'aria che respiro. Ho deciso e non potevo fare altrimenti. 

Col senno di poi posso solo pentirmi di non aver fatto niente per respirare...meglio.

Materialmente. Da Novembre sono in possesso di un melafonino e un abbonamento a Spotify, che mi sta dando parecchie soddisfazioni. I miei capelli sono sempre più rossi, anche questo mi rende particolarmente soddisfatta. 

Per il mio compleanno non sono tornata all'ovile, ma l'ovile è venuto da me. I miei e la sister mi hanno tenuta compagnia per qualche giorno, siamo stati un po' in giro, abbiamo mangiato, passeggiato, chiacchierato, hanno visto come vivo e si sono resi conto di quanto stia bene qui dove sto (da ricordare la frase della mami la prima sera davanti al b&b prima della buonanotte "...sai Cri, si vede proprio che stai bene qui!"). Ovviamente non è stato tutto rose e fiori, ma per me è la normalità. Ad un'ora dalla loro partenza io e la sister abbiamo dato spettacolo tra un binario e l'altro della stazione gridandoci contro cose inenarrabili che hanno permesso a tutti e quattro di salutarci con i lacrimoni agli occhi e tanta rabbia dentro per non aver chiesto scusa all'altra prima che le porte del treno si chiudessero. Tutto è iniziato con una banale discussione sull'orario del treno e ci siamo ritrovate ad urlarci addosso....altro. Siamo normali? No, è chiaro. 

Dopo un mese, qualche esame e tanti tanti pensieri sono tornata a casa per le vacanze di Natale (con il biglietto per il rientro già prenotato of course!). Natale, regali, amici, danni da Capodanno, qualche cm di neve, risate, dispiaceri, lacrime, tanta family ed ecco che mi sono ritrovata di nuovo a NebbiaCity senza neanche accorgermi di essermene andata.

Questo nuovo anno non mi ha portato grandi sorprese, ma alcune nuove amicizie sì. Qualche altra pazzoide da aggiungere alla lista! 

Sono quasi tre mesi che sento e vedo i miei solo tramite telefonate e un paio di "skyppate" (neologismo coniato da me medesima!). Mi sono persa qualche compleanno, la laurea della mia Cì, la partenza della C. per un'avventura bellissima, e spero gli arrivi tutto l'orgoglio che provo nei loro confronti. Tanto love. Ho trovato tante risate, giornate, serate intere passate e ridere senza poter smettere, con le lacrime agli occhi e i crampi alla pancia. 

Non va tutto bene, non va bene niente in realtà. Sono preoccupata, per adesso e per domani, e anche per il giorno dopo. Sono sempre più ansiogena (la coinqui psicologa dice che non ho attacchi d'ansia, sono "solo" ansiogena, e se lo dice lei....) e ogni tanto per qualche motivo sento le gambe che tremano o il cuore che accelera i battiti, e vorrei correre a nascondermi, vorrei piangere e singhiozzare, ma spesso mi butto sul letto, respiro e passa. 

Materialmente. Ho una nuova ossessione telefilmica, e stavolta sono da ricovero. 
#gameofthrones 
Mi ci vorrebbe una giornata intera per raccontarvi tutti i motivi per cui AMO questa serie e ogni suo singolo protagonista (vivo o morto che sia!). Solo chi l'ha visto può capire, capitemi.

Per ora va bene così. 

♥

venerdì 15 agosto 2014

dettagli, ragazzi, questi sono dettagli... #estate2014

Di secondo nome faccio Costanza, lo sapevate? Direi che ormai l'avrete dedotto!
Tre mesi. E neanche mi son resa conto.

Qual'è il modo migliore per riassumere tre mesi di vita appena trascorsi se non con un bel post sui preferiti del...periodo???

Canzoni.
Ne avrei almeno una dozzina, ma per pietà verso chi mai dovesse leggermi ne ho scelte solo tre:
- Dark Paradise di Lana Del Rey
- Give me love di Ed Sheeran
- Wings di Birdy
Sono tutte legate alla mia ossessione telefilmica più recente...di cui parlerò dopo e alla quale vorrei dedicare un post a parte perché ne avrei di cose da dire, uh se ne avrei!!!

Film e/o telefilm.
Dicevamo... tra la fine di Maggio e Giugno a tenermi compagnia ci hanno pensato le sei stagioni di The Vampire Diaries e la prima di The Originals. Probabilmente ero rimasta l'unica donna sulla faccia della terra che non aveva ancora visto queste due serie tv, e avevo fatto bene. Ero scampata a nottate di lacrime e domande irrisolte, ma poi ci son cascata in pieno. Le sei stagioni di TVD le ho praticamente di-vo-ra-te nel giro di un paio di settimane, rigorosamente in lingua originale (con i sottotitoli in inglese!), mentre per The Originals non mi ci son voluti più di tre o quattro giorni.

Profumo.
Tra gli innumerevoli campioncini che ho trovato nella mia cameretta (ho sistemato un paio di cose quando mia sorella ha trasclocato e ho trovato cose di cui non ricordavo neanche l'esistenza!) per ora il preferito è senza dubbio Guilty di Gucci. Forse è un po' pesantuccio per queste giornate più o meno estive, difatti non lo indosso mai di giorno, ma di sera va benissimo!

Vestiti e/o accessori.
Senza ombra di dubbio scelgo gli orecchini con la palla gigante che va dietro l'orecchio [piccola nota fashion: le fashion blogger quelle faighe li chiamano col loro nome cioè "tribal earrings" e pare che la mente geniale che ha partorito questa idea sia quella del sig. Dior]. Un paio li ho presi dal sito fm-shop.it (ora non ci sono più ma ci sono altre cose molto carine!!), gli altri li ho comprati in un negozietto vicino casa e sono color d'oro. Una sera non avevo tanta voglia di uscire quindi neanche di vestirmi bene e/o agghindarmi a festa, ma una mia amica non mi aveva dato scelta, quindi nell'indecisione sul cosa indossare ho optato per la cosa più semplice dell'universo: jeans e t-shirt bianca, con dei sandali che avevo preso da zara con delle striscioline colorate di cui una dello stesso colore degli orecchini... Un successone! (queste sì che son soddisfazioni...)

Make-up e/o Skincare.
Qui vado a colpo sicuro: ce l'ho da Maggio e ancora non l'ho finita, tratto deciso, durata decisamente buona, di cosa parlo? La matita Manga Brow di Nevecosmetics. Sto seriamente ragionando sull'idea di tatuarmi le sopracciglia perché da un po' non riesco a farmele ricrescere come vorrei per dargli una forma più...meno...insomma, una forma decente! Nel frattempo però ho provato millemila prodotti, in polvere, in cera, altre matite, ma questa è in assoluto la soluzione migliore. Usata in combo con un ombretto marroncino che riprende un po' il colore naturale dei miei capelli è praticamente perfetta, e dopo mesi e mesi di esercizio riesco anche a disegnarle in modo naturale senza fare pasticci!

Cose belle/cose brutte.
Al solito. Le cose brutte vengono automaticamente rimosse dalla mia mente appena si parla di ricordi.
Di cose belle ce ne sono almeno due: il matrimonio della mia sore, a Luglio, organizzato* interamente da lei, me e due nostre amiche, ci abbiamo dedicato anima e corpo per mesi e mesi e la soddisfazione di vedere che tutto è andato come speravamo è stata proprio una fantastica sensazione! In seconda posizione: la settimana di vacanza appena finita (purtroppo!). Finalmente ho rivisto la mia tanto amata Sicilia e il mio amichetto maschietto preferito F.! è sempre un piacere tornare in un posto dove sei stata tanto bene da piangere tutte le lacrime che avevi al momento della partenza per il ritorno, e anche stavolta il mio bel pianto liberatorio da fine vacanza me lo son fatto tutto (un'ora di autobus, da sola!).
* vorrei puntualizzare che per organizzazione intendo tutto ciò che riguarda tableau, partecipazioni, gadget e decorazioni varie, per il resto i dolci sposini hanno deciso e preparato tutto soli soletti!!!

Libri.
Stavolta il capitolo libri è decisamente....ricco! Tra Maggio e Giugno ho letto due libri dello scrittore giapponese Haruki Murakami: La ragazza dello Sputnik e Norwegian Wood. Non è sicuramente un autore "leggero", è da comprendere, quasi da studiare, ma è anche affascinante, riesce a descrivere con estrema delicatezza personaggi e storie torbidi e complessi.
In questo ultimo periodo invece mi sono data a letture più "da spiaggia", anche se la spiaggia neanche l'hanno vista! Da non-ricordo-più-quanto-tempo le mie amiche mi stavano tormentando perché ancora non avevo letto la trilogia delle 50 sfumature, che non ha bisogno di descrizioni o presentazioni varie perché tutti sanno di cosa parlo, ovviamente!! Così alla fine mi son decisa e mi son fatta prestare i libri. Per ora ho letto delle sfumature grigie e di quelle nere, l'ultimo ancora non mi è arrivato tra le mani. Commenti? Preferirei astenermi ma visto che ci sono.... Un libro, anzi tre, così lo sapevo scrivere anche io. Avete presente i miei post più insensati, quelli in cui infilo parole a caso e puntini di sospensione a non finire? Ecco, più o meno è come leggere uno di quelli, se non fosse che gli argomenti trattati sono leggermente diversi!!! In merito a ciò non trovo ci sia niente di così sconvolgente nel leggere di gente che usa accessori particolari per godersi di più alcuni momenti..intimi! Tutto sommato dunque la storia sarebbe anche gradevole e appassionante, ma ogni tanto mi veniva da chiudere il libro e lanciarlo via gridando "capra!capra!capra!". Solitamente tendo a pensare che un film tratto da un libro non sarà mai come il libro, stavolta nutro grandi speranze che sia l'esatto contrario!!!

Cibo.
In assoluto: treccine con lo zucchero made in Sicily. Sbav.

Alla prossima! E che sia più prossima di questa!!!
♥ ________
CREDITS: stavolta niente credits, non ho avuto voglia neanche di cercare immagini e link vari!!!!!!

martedì 20 maggio 2014

dettagli, ragazzi, questi sono dettagli... #aprile

Ammettiamolo, non sono la persona più costante dell'universo. Lo so, riconosco i miei "difetti" e per ora non ho intenzione di cambiare...atteggiamento.

Sono in ritardo di quasi un mese con i preferiti del mese? Chiedo venia.

Yep. Andiamo al sodo.


APRILE, obviously.

Per la maggior parte del mese sono stata a casa, a casa mia intendo, quella dove sono nata e cresciuta. Grazie al (riuscitissimo) exploit della sessione invernale non ho dovuto sostenere nessun esame nella sessione primaverile e mi son potuta concedere ben dieci giorni di vacanze anticipate. Yeah. 

Partiamo con le ...canzoni.
Dopo lunghe riflessioni, calcolando anche il fatto che le mie ossessioni musicali durano ben più di un mese quindi ero ancora sotto l'influenza del mese di marzo...ho democraticamente scelto LOGICO#1 di Cesare Cremonini. 
https://www.youtube.com/watch?v=eokW-PjO5_Q
Il link non è del video originale, che ancora non è stato pubblicato, bensì dello spot Algida al quale fa da colonna sonora.  (Il mese scorso era fra le cose random!!!)
Cremonini mi è sempre piaciuto, mi son sempre chiesta come fa uno così (l'opposto dell'uomo ideale) a scrivere canzoni così (romantiche). Spero proprio che quest'estate faccia un bel tour in giro per l'Italia, magari riesco anche a vederlo dal vivo.... magariiiii!!!

Avanti il prossimo.
Film o telefilm. 
Durante le mie lunghissime vacanze ho abbandonato totalmente il pc (e mi sono anche maledetta per averlo portato e non utilizzato!!!), quindi niente serie tv. Però sono andata al cinema con mia sorella. Abbiamo visto "noah", con Russel Crowe. Niente da dire se non che c'era Russel Crowe e anche se il film in sé non è stato proprio da Oscar...Russel merita, merita tantissimo.

Anche così...

..e anche così.


Il Profumo.
Se ogni mese scrivessi Miss Dior di Dior sarei monotona, no? Allora per il mese di Aprile ho scelto un profumo che non può essere "linkato": il profumo di casa mia. Non è neanche un profumo, è un odore. L'odore della mia cameretta, delle lenzuola lavate da mia mamma, del bagno pulito, del mio divano...è l'odore del sole che entra dalla finestra. Ecco. 

Vestiti & Accessori.
Per Pasqua avrei voluto indossare dei capi primaverili, che so...magliettina, blazer e ballerine. Invece no. Invece no. Invece NO. Madre natura ha deciso per me e mi son dovuta accontentare dello stesso outfit che avevo per Natale. 
C'è una cosa però dalla quale non mi sono mai separata, una sciarpettina (che brutto modo per definirla!) di H&M...di cui però non ho trovato traccia sul sito! L'ho indossata praticamente ogni giorno, poi è finita in lavatrice e continuo ad utilizzarla anche adesso! 

Per quanto riguarda il reparto Makeup-Skincare ho scelto una banalità. L'eyeliner. Sto diventando abbastanza veloce nell'applicazione, ma non ho ancora abbandonato lo scotch come linea guida! Ho scelto uno di Essence e il rapporto qualità-prezzo è eccezionale.

Cose belle e cose brutte??? 
Ho passato una bella bella bella giornata quando sono stata a Roma dalla mia Amica Excoinqui. Nonostante la pioggia torrenziale e la missione sushi fallita miseramente (il ci bo giapponese non fa per me...amen!) sono stata benissimo! Sette mesi senza riuscire a vedersi e poi rendersi conto di come il nostro rapporto non sia cambiato di una virgola!!! Credo ancora nell'amicizia, quella senza vincoli e obblighi, o almeno ci provo.

Capitolo Libri.
...il giorno dopo ho ripreso il mio caro amico treno e son tornata a casa, ma non esiste che io prenda un treno senza un libro nuovo sottomano. Sono entrata in libreria e ho comprato "La vita è un viaggio" di Beppe Severgnini. Dico solo che chi ha la mia età dovrebbe leggerlo, e non solo loro. Severgnini è uno fra i miei giornalisti e scrittori preferiti, mi piace cosa scrive e come lo scrive. Quando leggo i suoi pezzi sul Corriere riesce sempre a coinvolgermi, sia che parli di politica o di tecnologia, di viaggi o di calcio. 

Cibo = Pasqua = Uovo Kinder. 

E siamo arrivati alla fine!!! Niente cose random perché non mi sovviene niente.

Alla prossima!!! (conoscendo il mio tempismo non prometto niente!!!!)
♥ ________
CREDITS: radioeco.it (Russel Crowe con pochi capelli), patrickfogli.com (Russel Crowe con tanti capelli)

martedì 1 aprile 2014

dettagli, ragazzi, questi sono dettagli... #marzo

Uuuuuuuh be', ciao a tutti!!!
Non so voialtri cosa ne pensiate ma a me quest'aria primaverolosa fa venire voglia di....frivolezze! (e sì, mi fa anche perdere la capacità di scrivere in un italiano decente.)

Gironzolando su youtube mi capita spesso di vedere dei video in cui la youtuber di turno parla dei suoi "preferiti del mese", alcune lo fanno esclusivamente riguardo al trucco&parrucco, altre parlano anche di cucina, cose random, musica... Ovviamente son tutte cose un po' così, niente di serio, ma questo genere di video mi incuriosiscono sempre e se ho dieci minuti mi piace farmi un po' gli affaracci di una o di un'altra e magari scoprire qualcosa che non sapevo/conoscevo.

Quindi..stasera...visto che è presto (sono le 00.50), non ho sonno, fuori c'è tanto vento e il mio apparato digerente si ostina a non voler adempiere ai suoi doveri....ANCHE IO vi allieterò con i miei....


Tanta stima per questa fantastica bambina, fermatevi un attimo a guardare la soddisfazione e l'aria da despota che ha in quest'immagine. Sappiate che io mi sento esattamente come lei (ogni tanto).

Il mese, ovviamente, è *** M A R Z O ***.

1. le canzoni
In questo mi viene in aiuto il mio fidato amico...Spotify!!! E secondo lui le tre canzone più ascoltate dalla sottoscritta sono: 
Sono in piena fase girlpower, si nota? Le ascolto sotto la doccia, quando vado all'uni, mentre studio guardo le indecifrabili slides che dovrei studiare, mettono allegria e sono perfette per...partire alla grande!

2. film o telefilm 
Finalmente ho ripreso in mano la questione telefilm. Dopo la fregatura con Brothers&Sisters (spero di non spoilerare niente ma...parliamone!!! Hanno fatto morire il mio personaggio preferito e hanno affossato i superstiti. No, non si fa così! La prossima volta chiamate Shonda!!!) non ero più tanto convinta, ma avevo dei conti in sospeso, primo fra tutti: White Collar, quinta stagione. 
Non lo definirei proprio un preferito, lo inserisco solo perché non ho visto altro. 
Perplessità, tante perplessità.

3. profumo 
Il mio profumo è lo stesso da almeno un anno e mezzo, ed è questo.



...e per ora non ho la minima intenzione di cercarne un altro.

4. vestiti & accessori
Zara non è mai stata così...così. La wish list è ancora bella lunga, ma per ora mi sono concessa due sfizi.

http://www.zara.com/it/it/donna/giacche/trf/giacca-balza-in-basso-c431506p1668366.html

http://www.zara.com/it/it/donna/borse/borse-grandi/citybag-cerniere-c358022p1694254.html
Personalmente ritengo (solennità vieni a me!) siano due must have. 

5. make up/prodotto skin care
L'unico che veramente va menzionato è un mascara: il big bold di NYC. A febbraio avevo comprato il Pupa Vamp, presa dall'euforia del momento, purtroppo si è rivelato un flop e ho dovuto ripiegare sul big bold, che tenevo nel beauty, nascosto in un angolino e non ricordavo neanche di averlo. Una piacevole sorpresa!!!

6. la cosa più bella
La settimana di sole dal 17 al 23, giorno più giorno meno. La primavera nell'aria, gli occhiali da sole in borsa, le margherite al parco e quella sonnolenza tipica di questa stagione che tutti scambiano per "stanchezza" ma per me è solo relax.

[7. cosa più ...brutta
In realtà non credo che prenderò mai in considerazione questo punto del tag, che senso ha parlare di cose "brutte" in mezzo a tante cose...belle? Non è...strano???]

8. libro/rivista
Vi stupirò con effetti speciali. Ho (ri)cominciato a comprare il quotidiano. Almeno un paio di volte a settimana ho comprato il Corriere e mi ha aiutata tantissimo a capire quanto è importante essere "sul pezzo", come ci dicono costantemente all'università, ed è stato uno stimolo per lo studio. Conoscenza e sapere fanno rima con crescita, non dovrei dimenticarmelo così spesso.

9. cibo
In assoluto LORO: 


Punto. ♥
(per chi fosse interessato, io li trovo al Panorama!)

10. random
Lo so che San Valentino è passato da un pezzo, che io non sono poi così rrrrromantica e l'estate è ancora lontana, ma quando ho visto questa pubblicità, credetemi, l'ho sentita molto più...vicina!



C'è bisogno che sottolinei quando amo Cesare Cremonini? Ok, amo Cesare Cremonini alla follia.

Vediamo se questa riesco a farla andare avanti!!!
A presto!!!

♥ ________
CREDITS: zara.com ; tradekorea.com (per l'immagine dei biscotti)

lunedì 3 febbraio 2014

orsù dunque


Ditelo che quando avete visto che avevo scritto un nuovo post avete fatto esattamente 'sta faccia.

Non c'ho voglia di scrivere robe ammorbanti o riflessioni filosofiche sui grandi perché della vita...insomma i pipponi cosmici che ogni tanto vi propino! Voglio invece iniziare questo quarto anno "insieme" con un po' di frivolezze!

Ho aspettato così tanto prima di ritornare al mio caro hobby blogghereccio per due motivi: quando non si ha niente da dire è meglio tacere, se c'è qualcosa da dire ma non si ha voglia di metterlo in forma scritta così da renderlo comprensibile ai più è meglio tenerselo per sé. Sempre.
Cantavano i Tiromancino "le incomprensioni sono così strane, bisognerebbe evitarle sempre" ...e dategli torto se avete coraggio!
Tutto ciò non mi impedisce di augurare a chiunque sia incappato in questo post un felice anno nuovo, ovvero un buon 2014 o più semplicemente un buon inizio! (perché si sa che "chi ben comincia è a metà dell'opera")

Come mi è tornata l'ispirazione? In questa ultima settimana avrei dovuto riprendere in mano la mia vita sociale e ricominciare ad uscire, a scoprire questa città che mi ha accolta ormai quattro mesi fa e ancora non conosco così bene come vorrei. Finiti gli esami mi si prospettavano ben sei giorni di libertà e nullafacenza assolute, invece...invece piove, piove da sei giorni, piove su tutta l'Italia, da Torino ad Agrigento, da Trieste a Cagliari. Piove e sembra che non abbia la minima intenzione di smettere. Piove e non riesco a pensare ad altro. Anche il gesto o l'azione più normale sembrano più umidi, più mollicci e stropicciati da tutta quest'acqua.

Del tipo che l'altro giorno io e la mia coinquilina siamo dovute uscire appositamente per comprare un nuovo stendino, perché quello che abbiamo è a dir poco vergognoso, pende interamente da un lato e per stendere anche un solo e insulso calzino bisogna usare la calcolatrice, perché è uno e noi siamo in due, proporzione del tutto sbagliata, soprattutto quando una fa la lavatrice con le lenzuola e l'altra pure, e perché al super dove andiamo di solito ce n'era uno in offerta a 14 euro. La situazione meteo era stabile dalla mattina, niente pioggia, solo tanta nebbia e tanta umidità (che poi pioveva eh, perché la nebbia qui "cade" esattamente con la stessa costanza e consistenza di una pioggerellina leggera). Domenica, all'una, chi vuoi che ci sia in giro a quest'ora? Dai, dai, approfittiamo di questi dieci minuti senza diluvio e usciamo! E usciamo...
Peccato che di Domenica ci siano meno corse, che all'una di Domenica al super tengano aperte solo due casse perché c'è meno gente, che queste riescano a formare delle file che attraversano le corsie degli scaffali paralleli alle casse, che a causa della fila interminabile noi abbiamo perso la corsa delle 19" e abbiamo dovuto aspettare quella delle 49" mentre assistevamo inermi all'affollamento della fermata, che spinte da tante baldanzose signore in libera uscita domenicale siamo state allontanate dalla zona riparata e siamo rimaste per mezz'ora sotto la pioggia (torrenziale, ovvio, c'è bisogno che lo specifichi?), strette al nostro prezioso stendino e coperte da quelle misere accozzaglie di ferretti e tessuto che i venditori ambulanti amano definire "ombrellini da borsetta". Diminutivi del tutto riduttivi della concreta fregatura che ti stanno appioppando.


Chiudi l'ombrello, sali sull'autobus, aspetta che devo timbrare il biglietto, oh tieni lo stendino, ok ma te tienimi l'ombrello, oh scusi signora (non volevo passarle sopra ma se lei si mette davanti all'obliteratrice io per timbrare il biglietto che faccio?glielo infilo in bocca?), oh be' almeno non è pienissimo, ...e tutta quella gente alla prossima fermata? mica saliranno tutti qui?, dai spostiamoci vicine all'uscita che se poi ci travolgono chi si sposta più... 
Dopo dieci minuti sull'autobus guidato dall'ultimo vincitore della Parigi-Dakar e 600 metri "gambe in spalla" (o dovrei dire stendino in spalla e ombrello in mano?) giungiamo davanti al cancello e la pioggia rallenta. Ormai al calduccio, apriamo e sistemiamo il nuovo acquisto vicino al più vecchio e stanco amico, preparo un tè per cercare di ritrovare una certa lucidità ed è in quel momento, mentre butto le bucce di limone nel cestino dell'organico (pieno e in fermentazione), che mi accorgo di quella che appare come la più grande presaperilculo mai vista: il cielo sembra meno grigio, la nebbia si sta diradando, non piove più.

Quindi ecco, l'ispirazione ti viene per forza.

Altri fatti degni di nota?
♥ Ho visto la neve: lunedì scorso mi sono svegliata e c'era, era lì, sugli alberi, sui marciapiedi, sul balcone, ovunque. Peccato ci sia rimasta solo dalle 7 fino alle 10. Poi, indovinate un po'? Pioggia.
♥ Oltre allo stendino, ci sono state altre due new entries nella fantastica dimora in cui risiedo attualmente: due padelle con rivestimento in ceramica, color ciclamino. Adoro.
♥ Ho trovato i biscotti della mia vita. Li fa anche Antonio con le uova di Rosita, ma io preferisco quelli dell'insonne ossessionato dalla freschezza dell'insalata!

Anche se non scrivo spesso, anche se non commento mai, continuo a leggere e seguire tutti i blog che leggevo e seguivo l'anno scorso e, in alcuni casi, lo faccio veramente con immenso piacere, vista la mole di cose che imparo e che imparo a conoscere! Mi piacerebbe fare un "best of", una sorta di tag o un "meglio della settimana" come fanno alcune blogger molto più serie della sottoscritta. Vedremo.

Ultima comunicazione di servizio (suvvia, questo post è tutta una comunicazione di servizio!): probabilmente non avrò fatto la scoperta dell'America, ma credevo fosse giusto farvelo notare. Alla fine di ogni post, da questo in avanti, ci saranno i "CREDITS" che per un'ignorante come me significa "dare a Cesare quel che è di Cesare". Quando inserirò delle immagini o citazioni o qualsiasi altra cosa proveniente da quel buco nero che comunemente chiamiamo rete cercherò di essere il più onesta possibile sulla storia di questo contenuto.

Detto ciò, a presto!!!

♥________
CREDITS : en.vogue.fr ; pinterest (scontent-a-ams.xx.fbcdn.net) ;

mercoledì 4 dicembre 2013

e possa la fortuna essere sempre a vostro favore!

"Ok, quello sarà anche figo, ma Peeta è dolce, carino, gentile, buono, premuroso... Non c'ho più tredici anni, ne ho ventiquattro, non cerco lo strafigo, io voglio uno come Peeta!"

Citazione da serata al cinema con due (nuove) amiche.

domenica 24 novembre 2013

24/24

Tra poco più di un'ora saranno 24 anni che vago per questa vita, la mia.
Non so cosa (voglio) scrivere di preciso. Rileggendo i post degli anni passati mi sono resa conto che questa forse è la prima volta dopo tanto tempo che sono contenta se penso al mio compleanno. All'inizio persino il blog faceva riferimento a questo evento (ricordate il titolo? "24 volte me"???) e proprio l'anno scorso ho deciso di cambiare...direzione.

Oggi mentre ero con la Lù a fare la spesa mi sono fermata a spulciare nel reparto libri e ho trovato il solito mattoncino di Paolo Fox con le previsioni per l'anno nuovo, ho letto solo le prime righe che riguardavano il mio (amato) Sagittario e più o meno il senso era questo: "bla bla bla...è finito un periodo non proprio roseo, a partire dall'estate di quest'anno sembra che tu abbia imboccato la strada giusta...bla bla bla..." . É una sciocchezza ovviamente, ma non posso negare che mi ha fatto proprio piacere constatare la verità di quelle parole.

Non è stato sempre tutto facile e adesso non è " tutto rose e fiori", semplicemente me la cavo, magari solo un po' meglio di prima. Ho perso due delle persone a me più care nell'arco degli ultimi mesi, ho affrontato un trasferimento e un cambiamento di stile di vita e abitudini, ho ritrovato un rapporto che credevo perso e sto lavorando per mantenerlo, ho imparato ad usare la lavatrice e a dormire da sola in casa, ma ho anche chiuso in un cassetto in fondo al cuore delle piccole fantasie, ho lasciato che la parte più debole di me stessa prendesse il sopravvento nell'unico momento in cui non dovevo abbassare la guardia, ho deciso deliberatamente di "lasciar correre" per poi pentirmene.

Se sono fiera di me stessa? Non direi, ma almeno non mi odio, almeno la mattina mi alzo e so sorridere della mia faccia stropicciata, del mascara sbavato che non ho tolto la sera prima, di quel maledetto brufolo che ormai è un promontorio e mi accompagna da tre lunghissimi giorni (e non accenna a volersene andare!!!). Rido anche quando esco con l'ombrello grande perché penso pioverà e poi c'è il sole. Rido un po' meno quando succede il contrario, cioè sempre!

Riesco anche a pensare meglio, ci provo. Obbligo tutte le mie cellule celebrali a lavorare insieme per permettermi di analizzare meglio certi aspetti di me stessa che ancora non mi sono abbastanza chiari. A volte il tentativo va a buon fine, il che vuol dire che riesco perlomeno ad arrivare ad una domanda e una risposta (sensate), altre volte capisco che di fili scoperti ce ne sono ancora troppi e non sono pronta a toccarli rischiando di rimanere fulminata.

Buon compleanno Cri, crescere non fa più così tanta paura eh? E quando senti che è troppo sentiti libera di mollare la presa. Vorrei ripetermelo più spesso, peccato che di compleanno ce ne sia solo uno all'anno.




♥

sabato 16 novembre 2013

il codice penale dei sentimenti

[Art. 646 c.p. ]

Nel nostro codice penale si parla di appropriazione indebita solo in riferimento a "il denaro o la cosa mobile altrui". Diversamente dal furto, il bene in questione è già in possesso di chi se ne appropria.

Ecco, a volte penso che si dovrebbe aggiungere un comma in cui si parla anche delle persone, degli esseri umani, gli affetti. C'è chi non si accontenta di "avere" delle persone nella propria vita, ma le vuole "togliere" agli altri, per pura e semplice voglia di approvazione, per egoismo e avidità. Persone sole, meschine, insicure, alla perenne ricerca del nuovo e del "più nuovo" e del meglio...e il meglio è sempre di qualcun'altro.

Così, per dire...

Piccola nota : non parlo di corna o tradimenti, non parlo di coppie scoppiate o matrimoni finiti o rovinati.

giovedì 10 ottobre 2013

non può piovere per sempre....e menomale!

Giorno 11.

Finalmente si inizia a ragionare, sia per il meteo che per la meteoropatia.
Finalmente la pioggia è finita*.
Vari giretti con la Nuova Coinqui e con la Nuova Compagna di Uni (che da ora fino al raggiungimento di un più elevato grado di confidenza verranno più semplicemente chiamate rispettivamente N.C. e N.C.U. ) si sono susseguiti negli ultimi quattro giorni. Chiacchiere, risate e scambi di opinioni sui tremila argomenti tipicamente oggetto di conversazione fra due soggetti, fino all'altro giorno sconosciuti, che cercano di instaurare un rapporto amichevole. Mission impossible.
Sabato mattina si va a fare shopping, rigorosamente low-cost come nella miglior tradizione universitaria.

Per la serie "piccole universitarie crescono", stasera ho dovuto affrontare uno dei miei mostri, il più brutto.
Al ritorno dal giretto in centro con N.C.U. mi sono rilassata sul letto in attesa della cena (non che ci sia qualcuno che me la prepara eh!), mentre controllavo mail, social network e news dal mondo ho realizzato che era arrivato il momento che avrei voluto non arrivasse mai.
Il terrore si è impadronito della mia mente e dei miei polmoni, tant'è che respiravo a fatica e la testa diventava sempre più pesante. Ho chiamato a casa, in preda al panico, per avere un sostegno psicologico, morale e soprattutto affettivo. Ho anche chiesto aiuto alla N.C. e lei è stata carinissima, mi ha sostenuta e mi è stata vicina come una vera amica. Alla fine però c'eravamo solo noi, io e le mie paure e il mio mostro, che mi fissava con quell'occhio enorme che si ritrova al centro della faccia. Mi sono armata di coraggio e dell'unica cosa che lo potesse convincere a collaborare, la "pozione" che una volta ingerita lo addolcisce e lo rende più buono, e l'ho affrontato.

Mi son detta "e che cavolo, è una lavatrice, mica un drago a tre teste che sputa fuoco!".
Ed è finita come finiscono tutte le favole dove c'è una principessa in difficoltà e un mostro da sconfiggere, ovvero con un bel "...e vissero felici e contenti".
Peccato che il mio principe non sia un vero principe ma il detersivo per il bucato.

♥

* mentre scrivo sento le macchine che sfrecciano sull'asfalto bagnato, di nuovo. Eeeeehnnnnno, eddddai!

sabato 5 ottobre 2013

#apatiaportamivia oppure fai quello che ti pare...

Giorno 6.
Finalmente mi è finito il ciclo.
Fuori ci sono a malapena 15°. Sembra di essere a Novembre inoltrato, nella realtà è appena iniziato Ottobre.
La ricrescita che ho in testa è molto simil-shatush, nel senso che è evidente che ho bisogno di un parrucchiere.
A forza di imbottirmi di dolcetti, snack (dolci), merendine e altri zuccheri più o meno espliciti faccio fatica a credere che ancora non mi è spuntato nessun vulcano inesploso sul viso.
La mia (nuova) coinquilina è simpatica, abbiamo gli stessi gusti in fatto di telefilm, film e libri, ci troviamo nei ricordi d'infanzia e sembra che io abbia fatto una buona impressione.
Non sono uscita molto, quasi per niente, complice un po' il tempo e un po' la....solitudine.
A dispetto di tutte le mie previsioni leopardiane l'altro giorno a lezione ho conosciuto una ragazza con cui ho subito legato, e abbiamo fatto due chiacchiere anche con altre. Chiacchiere universitarie, obviously.
Continuo a frenare la voglia matta di shopping che mi assale praticamente ogni 5 minuti. 
Ho finito la terza stagione di The Mentalist, l'altro giorno, e sono già a metà della quarta. La noia fa miracoli.
Rifaccio il letto tutti i giorni, e ho già pulito la stanza due volte.
La mia (nuova) coinquilina non ama cucinare, penso sia una delle poche cose su cui non ci intendiamo, lei preferisce pranzi e cene veloci (piadine, insalate...). 
Il forno... Ecco, questo è un tasto dolente. Il forno è strano, non ha gradi, si accende come fosse un semplice fornello, ha tipo una fiammella all'interno (termini tecnici), insomma non è proprio il mio forno ideale. Dovrò attrezzarmi. 
A forza di girare la città su googlemaps la conosco come se ci vivessi da mesi, o almeno questo è quello che spero. Orientarsi davanti ad uno schermo, con la certezza che sei a casa e non devi tornarci, be'...è sicuramente meglio che farlo mentre sei in giro e a casa vorresti tornarci, ma non ci riesci perché non ti orienti. Chiaro, no?
Stamattina mi son svegliata alle 11.30. 
Ho giusto un accenno di mal di gola.

Ecco tutto. 
Vorrei scrivere di altro, di altri giorni, più bui, di altre cose, più belle, ma non è il momento. Devo riprendermi.

A parte questo sto bene, mangio, dormo, mi lavo, insomma vado.
A presto.

♥
besitossssss

mercoledì 18 settembre 2013

Solo importante o semplicemente imprescindibile?

(Sottotitolo : quando trenitalia fa riflettere. )

Riporto fedelmente una parte di quello che ho scritto ieri pomeriggio, mentre ero su un treno che mi riportava a casa con quaranta minuti di ritardo.

Il fatto è che si tratta di me, e io mi considero importante. 
Io sono importante. Quello che voglio è importante.
Importante...o fondamentale? Sono forse imprescindibile? Oppure posso prescindere da me stessa senza sentirmi "tradita"? Quand'è che mi deciderò a crescere e ad affrontare affrontarmi? Se crescere vuol dire andare contro tutti e tutto, vorrà dire anche andare contro se stessi?

Quattro fogli pieni di domande. Stavolta non c'entra niente l'università, l'amicizia, la famiglia o il futuro. Stavolta ci sono solo io e le mie paure. A ventiquattro anni posso ancora permettermi di parlare di "crescita"? Non sono matura sotto tutti i punti di vista allo stesso modo. Sono responsabile, cauta, organizzata, ma sono pronta? Forse no.
Finora ho sempre avuto delle idee (o dovrei chiamarli idealismi?) che hanno...condizionato il mio pensiero, ma è bastato un attimo di esitazione, un gesto azzardato e ho dovuto rimettere tutto in discussione.
Quello che credevo importante è veramente qualcosa dalla quale non posso prescindere? Che cosa perderei se cedessi, o avrei perso se avessi ceduto?
Io sono questa qui. Mi sono sempre conosciuta così. Ho vissuto per tutto questo tempo con una maschera? O le persone ad un certo punto cambiano, per forza di cose, per le circostanze, perché...crescono? Allora la domanda giusta è : mi andrebbe bene diventare qualcos'altro?

Non avrò una sola risposta a tutte queste domande, perché dovrei scavare troppo in fondo per cercarla. Non l'avrò neanche all'atto pratico perché il tempo è scaduto e sto per partire e le occasioni sono...finite.

 ♥

venerdì 13 settembre 2013

Ancora tu? Non dovevamo non....leggerci più?

Pensavo di non riuscire ad aggiornare il blog in questo periodo e invece...eccomi qua! Considerando però il fatto che non ci sono novità in nessuno degli emisferi che frequento più o meno giornalmente, mi son detta "perché non sfruttare l'occasione per riaprire il vaso di Pandora ehm...la para-rubrica sui telefilm?".
Et voilà.

Oggetto della disquisizione di quest'oggi : SEX AND THE CITY.

Dal 1998 Carrie e le tre dell'Apocalisse (Miranda, Charlotte e Samantha) saltellano da un uomo all'altro, spostandosi in taxi e su tacchi vertiginosi per le vie della Grande Mela. Sognano e vivono di Manolo, Jimmy Choo, matrimoni, carriere al top e prestazioni da...urlo! Carrie racconta tutto questo nella sua rubrica, omonima del telefilm (non ho ben capito se è la rubrica che dà il nome al telefilm o il contrario, ma penso sia come chiedersi se è nato prima l'uovo o la gallina, no?). Trama, riassunti e altre curiosità : qua. Anche se dubito ci sia ancora qualcuno che vaga per la blogosfera ignorando l'esistenza di questa ormai storica serie.


Questa qui sopra è sicuramente una delle scene più famose. Siamo ancora agli inizi della serie e alla fine degli anni novanta, come si può facilmente intuire dalle pettinature e dall'abbigliamento. Guardare le prime puntate è stato un trauma, un po' come con Beverly Hills, quando passavo puntate intere chiedendomi perché Brenda&co. si ostinassero ad indossare quei camicioni a quadri che neanche il peggior cowboy del Connecticut (e non so neanche se in Connecticut ci sono dei cowboy!).
Il pensiero che mi ha attraversato la mente più e più volte almeno per le prime due (facciamo tre!) stagioni è stato "Carrie, cara, se hai 400 dollari per comprarti delle Manolo, mi spieghi perché non investi anche un'altro cinquantino per un bel wonderbra? O anche un semplicissimo reggiseno di Victoria's Secret?". Le altre non erano da meno, ovviamente. Sarò stata anche una piccola e innocente creatura di neanche dieci anni a quel tempo, ma non ricordo di aver mai visto tanti capezzoli fare capolino attraverso il cotone leggero di una t-shirt o dalle trasparenze di un abito di...chiffon? E se li ho visti sicuramente non ero in giro per la strada, ma stavo guardando il Bagaglino in tv (infanzia bruciata!). Non ho ricordi in merito, forse perché nel lontano '99 io e le mie tette neanche sapevamo della reciproca esistenza (situazione durata per molto tempo peraltro, ancora oggi siamo in fase di conoscenza!), ma non venitemi a raccontare che non avevano già inventato il reggiseno.
Ad ogni modo, non è stato solo questo piccolo particolare che mi ha amareggiata e anche un tantino delusa...
Inizialmente pensavo che abbinamenti di fantasie, accostamenti di colore e scelte stilistiche sarebbero migliorati pian piano (piccola nota: in quasi tutte le serie che ho visto nelle prime puntate lo stile dei personaggi lascia moooooolto a desiderare per poi diventare più curato, non dico ricercato, ma almeno curato..in seguito!) ma non se n'è vista l'ombra fino alla quarta stagione. Quei sandali con i pinocchietti, i "toppini", passatemi la parolaccia, microscopici, le bandane in testa, quelle scarpe con la punta squadrata. Iniziavo seriamente a chiedermi se tutta l'aura di perfezione costruita intorno a questi personaggi fosse un'invenzione di qualche fantasiosa e disperata amante del genere. Per fortuna poi le cose sono migliorate, e quindi uscimmo a riveder le stelle. Scompaiono i capezzoli, arrivano i reggiseni, anche se sempre in bella vista, ma meglio di niente! Le scarpe finalmente diventano dei divini sandali con il tacco a spillo, i capelli acquistano delle sembianze normali e diciamo addio per sempre a quei turbanti e a quelle code di cavallo assurde. Amen.

Perché c'è una bella differenza tra questo...



..e questo!!!!!!!



Per quanto riguarda l'argomento "boys", che è anche la materia prima per il lavoro della protagonista e quindi della serie, non c'è tanto da dire: se qualcuno fosse stato assente alle lezioni di educazione sessuale a scuola (o nella vita!) consiglio vivamente la visione di almeno una o due stagioni per considerarsi...idoneo ad esercitare. Visto che i risvolti sentimentali, almeno nei casi in cui ci sono stati, sarebbero fin troppo lunghi e complessi da spiegare o da commentare, ho pensato di limitarmi a pure e semplici osservazioni...estetiche.


Ehm.

Togliamoci il dente che duole, e parecchio. Io sono del partito Aidan.
Tanto amore per Aidan. Tanto ♥ per Aidan. E poca sopportazione per i capricci di Carrie.
Lo sapete tutti, no? Che poi si sposa con Big. Suvvia, non è uno spoiler a meno che non abbiate vissuto in Alaska o nella foresta amazzonica o in Tibet negli ultimi...cinque anni! Dunque, dicevamo...
Carrie si sposa con Big, ed è giusto così, infatti alla fine della sesta stagione mi son fatta anche il mio pianto conclusivo di rito (ogni serie tv tendenzialmente mi porta alle lacrime verso il finale di stagione, ahimè...), ma questo non significa che il mio tipo non possa essere un altro. Aidan è il mio tipo.
Bellino, dolce, simpatico, sicuro, protettivo, accogliente, buono, intelligente...bravo, in tutto.
Big però è Big, è il LUI di LEI, non poteva essere altrimenti, e se gli autori avessero provato a stravolgere questa certezza assoluta non sarebbero vivi per raccontarlo perché gli accaniti fan della serie li avrebbero linciati al primo accenno di cambiamento.
Gli altri? Il primo marito di Charlotte è caruccio, Harry (il secondo) è meraviglioso, anche quando le gira nudo per casa sfidando il suo alto tasso di pudicizia, e vorrei far notare che a renderlo così meraviglioso non è il suo aspetto fisico ma il fatto che la faccia ridere. Steve...è Steve! Inizialmente pensavo fosse scemo, cioè che avessero deciso di farlo apparire come un cretino, uno spiantato, ma uno che riesce a farsi amare e ad amare una donna come Miranda può essere solo un genio. Il capitolo Samantha è pieno di virgole, almeno fino all'arrivo del magnate alberghiero, che a me non è mai piaciuto, dopodiché c'è Smith, un adone biondo che riesce a scioglierla e a tenerle la mano mentre passeggiano per strada.
Avrei tanto voluto contarli, tutti quelli che sono passati per i letti (e non solo!) delle nostre care eroine, ma neanche ci ho provato! Mission impossible : failed.


E loro? Loro le amo, un po' tutte...e un po' nessuna. Sì, perché non c'è una che rappresenta il mio ideale di donna o che sento particolarmente affine a me per motivi caratteriali o per stile di vita. Le amo per la loro amicizia. L'ideale di amicizia sincera, gratuita, disimpegnata, che ti lega per la vita nonostante gli uomini, i bambini, i gioielli, i viaggi, i traslochi, il lavoro e i mille problemi che abbiamo tutti. L'amicizia che vorrei, e che penso chiunque dotato di un minimo di cervello vorrebbe.
Il modo che hanno di spalleggiarsi e non usarsi a vicenda, come riescono ad urlarsi in faccia insulti ed affetto, mi domando se sia tutto così perfetto solo perché stiamo parlando di un telefilm o se anche nella realtà esista qualche forma di rapporto interpersonale che si avvicini a questo...."modello". Forse è un'utopia, ma la amo proprio per questo.

Torniamo tecnici, altrimenti mi metto a piangere come una bambinetta commuovo. Non troppo tecnici altrimenti sarei presuntuosa, io mica faccio la sceneggiatrice o la critica, che ne so cosa c'è veramente dietro a tutto questo? Vorrei però riportare alcune riflessioni...
Innanzitutto le musiche, o le soundtracks come dicono in gergo : c'erano? Se non fosse per qualche flebile accenno nell'ultima stagione, prima non ce n'è traccia, ma vi prego di correggermi se ho scritto un'assurdità, magari sono stata sorda per i primi settanta episodi.
Per un lato negativo ce n'è uno positivo a rimediare : la voce narrante della protagonista. Adoro. Mi piace sentire le riflessioni alla fine dell'episodio, i pensieri che le passano per la testa quando scrive, le mille domande senza risposta che scrive alla fine di ogni articolo.
New York forse è troppo mitizzata. New York, in modo specifico Manhattan. Al minimo accenno di trasferta : la catastrofe. Un po' troppo Olimpo degli dei, addirittura lo scorrere del tempo è scandito dal modo in cui ogni stagione viene inaugurata, vissuta e lasciata...a New York, come se nel resto del mondo la primavera non fosse primavera, ma tant'è.... diamo a Cesare quel che è di Cesare, NY è veramente meravigliosa.


Dite che dovrei dare un voto ad ogni serie tv che "recensisco"? Naaaaaaa... non fa per me. Neanche posso dire "mi piace" o "NON mi piace" perché non avrebbe senso, non seguo cose che non mi attirano.
Quindi niente giudizi, ma sono convinta (e almeno le convinzioni lasciatemele) che sexandthecity si possa definire a tutti gli effetti una serie tv CULT, di quelle che conosceranno anche le nostre nipoti, I suppose.

besitos ♥

venerdì 23 agosto 2013

pensavo avessi tempo..invece era (già) Agosto!

Oggi sono per le citazioni di una certa levatura, a chi riconosce la canzone da cui ho preso ispirazione per il titolo del post...un commento bonus per il prossimo post! (che?)

Sono tornata dalla Sardegna  meravigliosasardegna ♥ e chi ci è stato sa cosa voglio dire, chi non è ci stato consiglio vivamente un trattamento d'urto di almeno 15 giorni. 


Le immagini parlano da sole, no?

Il viaggio in nave è stato a dir poco...traumatico, come al solito. All'andata è andata piuttosto bene, ma al ritorno siamo arrivate tardi all'imbarco e tutti i divani e le poltroncine erano già occupanti da tutto il resto dell'universo dei posti-ponte. Conclusione : la excoinqui ha dormito a terra su un materissimo che la divideva dalla moquette della nave, e io arrotolata sull'unica poltroncina libera nel raggio di kilometri. Vorrei aggiungere che per le prime due/tre ore di viaggio tutto ondeggiava poco piacevolmente e la sottoscritta, che non ha mai sofferto di mal-qualsiasimezzodilocomozione, per un attimo ha creduto seriamente di non riuscire ad arrivare in tempo al bagno. Uff. Sono sopravvissuta, comunque!

Arrivate a Roma, abbiamo deciso che sarei ripartita con il treno delle cinque, cosi potevamo riposarci un po' e così la excoinqui mi avrebbe potuto accompagnare alla stazione mentre andava a lavoro (sì, ha attaccato lo stesso giorno in cui siamo rientrate, un trauma!). Usciamo alle due per mangiare qualcosa, entriamo nella pizzeria, fuori ci sono minimo 35°, ordiniamo, paghiamo, usciamo...il diluvio universale! Se non fossi convinta che la stanchezza mi ha giocato un brutto tiro giurerei di aver visto Noè attraversare la strada con tutta l'arca e animaletti annessi. Tuoni, fulmini, saette e tanta pioggia. Almeno per due ore.

Una volta arrivata alla stazione per fortuna ero al riparo, ma le disavventure per arrivarci non sono state poche : metro chiusa, altra pioggia, orari dei treni sballati, valigia e borsa che non ne volevano sapere di stare ferme. Uff. 

Da ieri (fino a domenica sera) sono impegnata ad una fiera qui vicino, con il mio piccolo stand, l'olio da vendere. Poi dovrò occuparmi delle questioni burocratiche dell'università : casa, immatricolazione...o forse l'ordine è inverso? Bah. Odio questo genere di cose, soprattutto se fatte all'ultimo minuto, ma stavolta non ho scelta... pensavo avessi tempo, invece siamo già ad Agosto! 

Vorrei dirvi che aggiornerò il blog con regolarità e tutte quelle cose carine che si dicono per scusarsi in certi casi, ma non lo farò. Aggiornerò il blog, quello sì, ma la regolarità non è assicurata. Sicuramente scriverò molto di più una volta trasferita, per raccontare ansie, gioie e paure di questa nuova vita, ma per ora sono incasinata fino al collo con scadenze e impegni imprevisti (e se sono imprevisti come fai a sapere che ci sono? quelli ci sono sempre!).

Besitos a todoso. ♥


lunedì 12 agosto 2013

fuori stagione

Sera!

Ovviamente non è sera, è pieno giorno. Io però vivo con un fuso orario interiore che mi destabilizza le giornate. Scrivo grazie a cinque minuti di pace che sono riuscita a trovare non so neanche come. Che ho scritto? Ecco, appunto.

Grandi novità all'orizzonte, ma.....partiamo dal principio!
Avevo accennato anche qui al campo estivo al quale avrei partecipato come animatrice di ragazzi di età compresa tra i 13 e i 19 anni. Vi spiego un po' meglio come si è evoluta la cosa: dunque, ogni estate nella mia diocesi l'AC (che sarebbe l'azione cattolica, per i disinformati!) organizza dei campi estivi, chiamati "campeggi" anche se non c'è ombra di canadesi, per bambini, ragazzi e "piccoli adulti", come li chiamo io. Da piccolina, purtroppo, non ho mai partecipato a causa dei miei problemi di allergie, intolleranze &company! Da adolescente non ero proprio "nel giro"... Mia sorella, al contrario, ha sempre partecipato e un po' forse è stato anche a causa sua se non me ne sono mai interessata, il pericolo di emulazione era già bello grosso. Quest'anno ho deciso di provare. Non potendo andare come animata (so' troppo vecchia!) mi sono "offerta" come animatrice.

A posteriori posso dire che è stata una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto in ventiquattro miseri anni di vita. All'inizio però non è stato tutto rose e fiori. Quando siamo arrivati lunedì mattina alle 7.30, dopo una nottata passata a cercare il modo, la posizione, lo stato d'animo giusto per un sonnellino, sui sedili di un pullman assurdamente scomodi, ad accoglierci abbiamo trovato pioggia, vento, freddo, tuoni e nuvoloni neri, insomma un bel temporale con tutti gli annessi e connessi. Letteralmente "da brivido".
Più di ottanta ragazzi dai tredici fino ai diciannove anni con dodici animatori poco più grandi di loro, in una giornata di pioggia, in una baita di montagna, a quasi 2000 m d'altezza. Da brivido. Gestione degli stati d'ansia: missione fallita.

E' stata così dura almeno fino a mercoledì, giorno dell'uscita "di gruppo" a Torino (eravamo a soli 40 km!). Durante la giornata ho conosciuto meglio gli altri animatori, e anche alcuni ragazzi. Della serie "il turismo fa miracoli"! Ad ogni modo, io ero l'ultima arrivata in un gruppo di dodici persone che si conoscevano dall'alba dei tempi, in pratica erano tutti cresciuti insieme, estate dopo estate, da animati a animatori. Per fortuna non ero un esemplare unico e raro, c'era S., anche lei al suo primo campeggio, diciannove anni, futuro medico, forte e dolcissima. Essendo divisi in gruppi, ho avuto la possibilità di conoscere meglio anche gli altri due animatori che erano con me: L., ventotto anni, a settembre si sposa con P. (anche lei animatrice!), simpatico, attento, giusto, decisamente un bravo ragazzo, D. invece lo conoscevo già di svista tramite amici comuni e non ero mai stata una sua grande fan, ma ho dovuto ricredermi, la sua capacità di parlare alle persone, ma soprattutto di farsi ascoltare e capire, mi ha lasciata senza parole. Il resto non è stato da meno, anche gli altri animatori sono delle persone speciali e ognuno mi ha  lasciato un ricordo importante, anche quello con cui ho scambiato solo due parole.
Quello che mi ha stupito di più è il rapporto che si è creato con i ragazzi, anche con loro i primi giorni non è stato semplice, c'era quello timido, quello strafottente, l'egoista e anche lo stronzo vero e proprio. Un esempio su tutti: Lorenzo, sedici anni, incazzato col mondo, mi ha guardata in cagnesco per ben due giorni dopo che l'ho rimproverato di fronte ai suoi amici per una sciocchezza, tanti problemi, poca voglia di parlare e zero fiducia negli altri. Domenica mattina, al momento della partenza, mi si avvicina e mi fa "Oh Cristì, la facciamo una foto insieme oggi? Dai che alla fine siamo diventati anche amici, no?" con un sorriso abbozzato un po' a fatica. Neanche a dirlo, in quella foto c'è lui con la sua smorfia e io con gli occhi lucidi che me lo abbraccio così forte da stritolarlo. E poi ci sono Pet, Martina, Megi, Veronica e Chiara...e tutti gli altri. ♥

 Mi rendo conto che è tutto un po' difficile da capire, ho sentito commenti di ogni tipo, anche qualcuno come "ah sei andata in vacanza con i preti" e giù, risate a crepapelle. Non importa, so che non tutti condividono, o capiscono, o vogliono capire. Me ne sono fatta una ragione da un bel pezzo. Certo, essere etichettati non è mai piacevole, ma giuro che in questo caso non è veramente rilevante, proprio no.
Quello che ho provato in questa settimana lo auguro a tutti, e non mi riferisco esclusivamente all'"andare in campeggio con l'azione cattolica", ma parlo delle sensazioni, le emozioni, delle persone che ho vissuto...

In questo momento (che OVVIAMENTE non è lo stesso in cui ho iniziato a scrivere questo post, perché sono passati due giorni!!!) sto preparando la valigia, di nuovo, per quella vacanza in Sardegna con la mia amica excoinqui, semimollata dal ragazzo con cui ha condiviso la vita per più di quattro anni, e la casa per due. L'avevo scritto sempre in quel post. Sono le 11, il treno è tra due ore, devo ancora fare la doccia, lavare i capelli (e asciugarli...che non è uno scherzo!), sistemare le ultime cose... Mi aspetta un'altra settimana senza blogger, senza twitter, facebook, senza internet, e stranamente questo non mi turba. Sarà un'altra settimana intensa, magari più rilassante di quella in montagna (dove abbiamo fatto una passeggiata di soli 22 km con discese/salite con pendenza stimata al 96%), ma comunque intensa.

Una volta rientrata mi aspetta un'altra valigia. Me ne servirà una bella grande. Mi trasferisco.

Ho superato il test d'ingresso per la specialistica, a Parma. Vado a Parma. Mi trasferisco. Lo scrivo e ancora non ci credo. I dettagli nel prossimo post, per ora posso dirvi che quando l'ho letto ho pianto per una buona mezz'ora senza capire se fossero lacrime di gioia o di dispiacere. Paura? Forse. Comunque mi sono bastate due serate in giro, in compagnia di troppa tanta gente, a farmi capire che non devo temere niente di questo trasferimento, che ho una voglia così forte di cambiamento che non mi lascerei sfuggire questa occasione per niente al mondo. E che a tornare si fa sempre in tempo.

Vi lascio con la canzone che ascolto praticamente da un mese senza interruzione, che è un po'...fuori stagione, ma è adorabile.


Besitos a todos. ♥

mercoledì 17 luglio 2013

due su due

olè!

Due giorni, due post. Sto diventando...brava, quasi.

Come volevasi dimostrare, questo post sarà molto, moooolto più soft rispetto al precedente. Ho deciso di rispolverare un'antica bozza, una "pagina" del blog, dedicata ad una delle mie passioni/ossessioni: le serie tv, o telefilm, come volete. Non voglio una rubrica con scadenza fissa, la bozza è rimasta tale proprio perché all'inizio avevo pensato di scrivere delle recensioni a scadenza mensile, poi sono rinsavita, per fortuna! Non sono il tipo adatto per una cosa del genere, non ho tutta questa pazienza, o costanza, o abilità.
A me piace commentare a caldo, alla fine di una puntata o di una stagione, riflettere sul senso di una frase o di una storia, non sono una cacciatrice di spoiler, anzi, detesto chi vuole sapere tutto e prima di tutti. La persona con cui condivido questa passione mi ha detto più di una volta se avessi mai pensato di farlo veramente, cioè scrivere recensioni, collaborare con siti che si occupano di queste cose, ma non ho mai approfondito il discorso. Avrei dovuto spiegarle che ho già a disposizione uno spazio in cui poter parlare liberamente di tutto ciò che voglio, e questo non accadrà mai. 

Dunque, eccoci qui.
Ho già parlato di alcuni telefilm, tipo Glee, o grey's o New girl, tutti i post finiranno nell'elenco.
Cercherò di essere accurata, non noiosa, di parlare chiaro, senza tanti viaggi mentali, ma ogni tanto dovrete anche avere pazienza e capire che certi episodi o certi finali di stagione sono veramente incommentabili, almeno per me.
Devo mettere quel coso, secondo voi? Il "disclaimer". Dovrei già averlo messo uno, alla fine del blog, cioè..a piè di pagina. Già mi si complica troppo la vita, ecco. Vorrei solo dire che tutto quello che scrivo è...mio. L'ho pensato, scritto e corretto io stessa, nessuno mi paga e state pur certi nessuno mi pagherà mai per farlo!

da quello che sta scritto qui sopra..mi sembra ovvio, no!

martedì 16 luglio 2013

Miss, aerei e altri luoghi (fin troppo comuni!)

Buongiorno.
Sappiamo tutti, perlomeno chi frequenta questo blog con una certa frequenza, che solitamente non mi dedico ad argomenti che vanno oltre la mia "giurisdizione". Quelle rare volte in cui non lo uso per tormentarvi con i sproloqui su me stessa, la mia vita e il contesto sociale in cui (soprav)vivo, mantengo comunque un certo livello di frivolezza (passatemi il termine) parlando di vestiti, acquisti, mode, vacanze o viaggi, ma è sempre tutto molto autoreferenziale.
Fatta eccezione forse per qualche commento a post di altri, sebbene io abbia delle opinioni, dei pensieri e sia in grado di esprimerli, non ho mai ritenuto fosse il caso di utilizzare argomenti di pubblico dominio per scrivere dei post qui sul blog. Non sono una giornalista consumata, non ho conoscenze sconfinate di storia, scienza, diritto, politica e economia, e non mi piace addentrarmi in discorsi che non conosco, o che non conosco abbastanza.
Questa mattina però ho deciso di trasgredire.

Non voglio fare premesse per giustificare il mio pensiero, perché non credo di dovermi giustificare per quello che penso, quindi sorbitevi, se vi va, la riflessione di una giovane donna, abbastanza istruita e presumibilmente dotata di intelligenza.

http://www.huffingtonpost.it/2013/07/15/boldrini-miss-italia-no-rai-scelta-moderna-civile_n_3599001.html?utm_hp_ref=tw Questo è il link ad un articolo sull'Huffington Post che ho letto per prima questa mattina, ma se cercate in giro ne troverete sicuramente altri (il Corriere, ilFattoQuotidiano, il Messaggero, Vanityfair, Repubblica).
Il succo è più o meno questo: la Presidente della Camera era ad un convegno su "l'immagine e il potere" riguardante la condizione della donna (il Messaggero) e durante il suo discorso ha fatto riferimento alla recente decisione della Rai di chiudere il concorso di Miss Italia, o meglio, di toglierlo dalla programmazione dei palinsesti, dicendo che "è una scelta moderna e civile" (il Corriere). 

Non avendo il physique du role non mi sono mai interessata alla carriera di attrice o modella e, allo stesso modo, non sapendo cantare, non ho mai neanche lontanamente sognato di poter diventare una cantante (forse è per questo che mi sono buttata sui libri, e mai riuscirò a liberarmene!). Mi sarebbe piaciuto tantissimo però essere una hostess, se la natura non avesse voluto beffarsi delle mie aspirazioni e farmi raggiungere solo il misero metro e cinquantatré. A detta degli altri, ma anche della mia autocritica, ho un bel faccino, un bel sorriso, so essere cordiale, gentile e attenta, inoltre ho una discreta conoscenza delle lingue straniere e, aspetto da non sottovalutare, adoro volare. Le hostess sono questo alla fine dei conti, no? Ovviamente hanno anche delle responsabilità più rilevanti oltre a quella di sistemare cuscini dietro la testa dei viaggiatori e servire caramelle e succhi di frutta ai bambini, eppure l'aspetto principale che viene giudicato durante una selezione è uno e uno solo: l'altezza. Più in generale, direi l'aspetto fisico. Penso che sia dovuto anche alle capacità fisiche richieste dal mestiere, un po' come per le forze dell'ordine, non è tanto l'altezza quanto la prestanza fisica, visto che in caso di emergenza dovrebbero occuparsi anche della sicurezza dei viaggiatori, non solo del comfort, ma non vedo come una donna alta 1.76 m che pesa 68 kg possa essere in grado di salvare un uomo alto 1.90 m che pesa quasi 100 kg (esempi, semplici esempi, astratti e al limite del possibile!). C'è anche un altro aspetto da considerare: l'espressività. Le hostess non sono note per i discorsi filosofici o i trattati sulla fisica in cui si dilungano attaccate a quella specie di telefono per rendere più  piacevole il volo ai passeggeri. Quello che fanno è ripetere le stesse indicazioni, per ogni volo, su ogni rotta, come da protocollo (suppongo si dica così, ma se dovessi sbagliarmi, vi prego, perdonatemi!). Le uscite di sicurezza, la mascherina, benvenuti, arrivederci... frasi prestampate e imparate a memoria.
Ci troviamo quindi di fronte ad una professione, per l'esercizio della quale è prevista una selezione, che è basata principalmente sulle doti fisiche di un soggetto. Invece gli articoli di cui sopra facevano riferimento a dei soggetti, i quali vengono giudicati in base al loro aspetto fisico e, sempre grazie a quello, forse, eserciteranno una professione in un determinato ambito.
Non penso vi sfugga il senso della mia riflessione.

Quello che mi ha stupito non è stato tanto l'espressione della Presidente della Camera, quanto il contesto in cui questa è stata inserita, o dal quale è stata estrapolata, scegliete voi. Non penso fosse un commento fuori luogo, si tratta solo di una frase e niente più, ma credo anche che se non l'avesse detto non sarebbe cambiato niente. Voglio dire, Laura Boldrini è una donna intelligente. Quella frase, secondo me, era pleonastica. Ce l'ha messa, probabilmente, per dare più forza al discorso generale, o per attirare più attenzione sulla questione principale, ma se non l'avesse detta dubito che il suo intervento sarebbe sembrato meno sensato o accorto.

Non sono una femminista che si accanisce contro la società maschilista che domina ogni aspetto delle nostre vite (neanche Laura Boldrini lo è, sempre secondo me!), ma riconosco il fatto che i media e tutto ciò che gira intorno alla comunicazione spesso facciano riferimento al mondo femminile solo limitatamente alla bellezza esteriore, o all'aspetto fisico, o al binomio tette&culo, chiamatelo come volete. E' vero anche che esistono molte più vallette che valletti. E' vero che (ancora oggi) il miglior insulto per una donna sia darle della poco di buono, mentre per un uomo qualsiasi cosa riguardi la sua vita sessuale o le sue prestazioni siano solo motivo di vanto.
Momento della domanda retorica: avete mai sentito un uomo offendersi perché accusato di essere un puttaniere va be', facciamo...un "don giovanni"? Fine del momento. (Già la differenza fra l'accezione che si dà a parole come "don giovanni" e "puttana" dovrebbe essere preoccupante di per se'.)
Non credo neanche però che il gesto ritenuto tanto civile e moderno dalla Presidente della Camera sia poi così importante per la dignità della donna, oggi, nel nostro Paese. Credo, anzi, che la decisione della Rai non sia dovuta a riflessioni sull'immagine e il potere, che riguarda la condizione della donna, ma piuttosto allo scarso successo dal punto di vista degli ascolti e dello shaaaaare delle ultime edizioni del concorso. A me è sembrata più un semplice ridimensionamento del budget, piuttosto che un passo avanti nella riconsiderazione del ruolo della donna in tv. Penso infatti che Miss Italia sia stato eliminato dai palinsesti non perché offendeva la dignità dell'universo femminile, ma perché affossava il bilancio della tv di stato, non avendo più il successo che era riuscito ad ottenere in passato.
In effetti stare a sentire Carlo Conti, o chi per lui, che ripete per cinque sere di fila la solita frase "n.25 per te Miss Italia continua" oppure "n.32 per te Miss Italia finisce", non era proprio il massimo, se si pensa a quanto conta nei format televisivi di oggi la volontà di sorprendere e stupire il pubblico, continuamente.
La tesi della difesa dell'immagine della donna è comunque avvalorata dal fatto che il Presidente della Rai sia proprio una donna, Anna Maria Tarantola, nella cui biografia (che ho preso direttamente da Wikipedia, il male supremo in fatto di fonti attendibili o meno, lo so, ma spero possiate fidarvi comunque) si fa esplicito riferimento al fatto che sia madre di due figlie, e proprio per questo nel suo percorso professionale ha spesso fatto dichiarazioni in difesa delle donne, dichiarando come sia impensabile che le donne, in virtù della loro capacità di partorire, debbano scegliere tra vita professionale e familiare, ed ha spesso denunciato i pregiudizi che esistono ancora oggi nel mercato del lavoro . Tutto chiaro, no?

Mi dispiace pensare che la bellezza sia ridotta ad un alibi per la stupidità, o sia considerata la causa della disparità dei sessi. Esistono donne belle e altre meno belle, ma esistono anche donne intelligenti e altre meno intelligenti.
Mi dispiace pensare che il sogno di una ragazza di diventare una modella o un'attrice, per sfilare sulle passerelle di mezzo mondo con indosso abiti da milioni di dollari o lavorare con i grandi registi, sia declassato a "ricerca del successo e della fama" mentre quello di un'altra di studiare fisica nucleare sia elevato a esempio di non so quale qualità morale. Non tutte possono fare le ricercatrici al Cern, e non tutte possono recitare la parte di Rossella O'Hara.
Mi dispiace che... parlando di donne, immagine e modernità, proprio alla fine di quell'articolo che ho riportato ci sia una finestrella con delle immagini scorrevoli il cui titolo è "Tutti i look del Presidente".
Mi dispiace, infine, che nessun giornale abbia titolato l'articolo riportando un'altro passaggio del discorso della Presidente Boldrini, decisamente più significativa,  che dice "Va bene parlare di emergenza se con questa parola si intende un fenomeno gravissimo ma non se si intende qualcosa di inaspettato, imprevedibile." e non parlava di miss, ma di femminicidio.

Forse ho scritto tanto e, come al solito, non ho concluso niente, ma sentivo di doverlo fare. Spero vogliate condividere con me le vostre idee. Ogni opinione è opinabile, ma è pur sempre un'espressione della propria libertà.