giovedì 17 gennaio 2013

un Angelo


Dicembre non è stato un grande mese, anzi. Avrei voluto che questo 2013 partisse in mille modi diversi ma certe cose non si possono scegliere. Tutto è iniziato con l'esito negativo del test d'ingresso, che forse mi aspettavo, o forse no. Mi sono sentita persa, come se nella vita non avessi altro obiettivo se non quello di frequentare quel maledetto corso. Nei telefilm americani usano una parola che nella nostra lingua non si sente tanto spesso, per fortuna o per sfortuna.... "Fallito". Ho passato tanto/troppo tempo a commiserarmi e a piangermi addosso.

A metà dicembre nonno è stato ricoverato in ospedale, dove è rimasto per una decina di giorni. Mamma è stata con lui per alcuni giorni per fargli assistenza, mentre io ero a casa ad occuparmi di pranzi, cene, pulizie e lavatrici. Proprio prima di Natale lo hanno dimesso e abbiamo festeggiato tutti insieme come sempre. Pranzo e cena a casa con lui e la nonna, dopocena solita partitina a carte. È stata l'ultima volta in cui l'ho visto.

La mattina del 30 nonno se n'è andato, a ottantanove anni, nel sonno, senza disturbare, come diceva e voleva lui. È stato un grande nonno, e un grande uomo. Sessantadue anni di matrimonio "...e quattro di fidanzamento", nonna è più precisa su certe date e ci tiene a sottolinearlo. Era un duro, il dottore lo diceva sempre. Lo diceva ogni volta che negli ultimi anni andava e tornava dall'ospedale per vari motivi. Mi ha insegnato a tirare con la fionda, a cantare "campagnola bella" mentre lui suonava la fisarmonica, d'estate, quando andavamo a cena da loro e la nonna preparava il mio piatto preferito : patatine&cotolette fritte. Gli piacevano le mie borse, sempre grandi, a tracolla, le chiamava "catane", come quelle che usava lui quando andava caccia per tenere le cartucce. Mi ha insegnato a giocare a carte (briscola, scopa, rubamazzo, tressette..) ma mai abbastanza bene per poter vincere contro di lui. Anche il giorno di Natale gli ho chiesto "giochiamo?" e lui con quel suo sorriso dolce mi ha risposto "ma poi vinco sempre io...", e aveva ragione. Leggeva, sempre e di tutto. Ogni tanto lo beccavo con un giornale o un quotidiano di un mese o due prima, allora gli chiedevo perché li leggesse e lui mi rispondeva che "fino a quando non l'hai letto è sempre nuovo". Era appassionatissimo di ciclismo, mi ricordo ancora che quando è morto Pantani era dispiaciuto, diceva che "...era stato un povero disgraziato". Nonno era soprattutto buono, e intelligente.

Durante il funerale tutti sembravano straziati,  ho anche sentito qualcuno che diceva "ma come..così..all'improvviso?" e io non ho potuto fare a meno di pensare che fossero pazzi. A ottantanove anni si muore all'improvviso? Sul serio? È vero, nonno stava complessivamente "bene", ma aveva pur sempre ottantanove anni. Quello che voglio dire, senza apparire estremamente insensibile e priva di ogni emozione, è che...io ero consapevole che sarebbe successo.

Ne avevamo anche parlato, un po' scherzando e un po' seriamente, mi diceva spesso che lui era sereno, sapeva di non essere eterno e sapeva che la sua vita andava bene così com'era. Aveva lavorato, costruito una famiglia, aveva tre nipoti che lo adoravano ed era orgoglioso di tutto questo. Un ragionamento chiaro e lineare, rassicurante. Talmente tanto da aver rassicurato anche una ottusa come me, che fino a pochi anni fa pensava che la perdita dei nonni sarebbe stata un dolore insormontabile. Poi ho capito. Perché mai avrei dovuto disperarmi e straziarmi il cuore quando invece avrei potuto ripensare a questi ventitré meravigliosi anni in cui ho potuto trascorrere del tempo con lui, a parlare, giocare..imparare? Perché le lacrime avrebbero dovuto prendere il sopravvento su quel sorriso che mi sembra di aver ereditato proprio da lui?

La sua visione della vita mi ha sempre affascinata, tanto pacata e serena quanto coraggiosa e ostinata. Si può piangere un uomo così, ma meglio ancora sarebbe prendere esempio da lui e iniziare a vivere vedendo tutto con un'altra prospettiva. Perciò penso che se non stata in grado di piangere quel giorno, almeno posso provare a seguire i suoi insegnamenti da oggi in poi.

La prima parola che mi è venuta in mente quando mamma mi ha detto della sua morte non è stata "addio", ma GRAZIE. ♥

10 commenti:

  1. Sarà felice di leggere queste tue parole da lassù sai? :)

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  2. Hai avuto la possibilità di godere della sua presenza fino ad oggi, e di questo dovresti sentirti fortunata! Io ho perso mia nonna e 15 anni, quando ancora la mia consapevolezza era sul ciglio di una porta... Avrei voluto chiederle tante cose: come fare i suoi biscotti, come cucire un vestito tutto da sola....Mio nonno è andato via nel 2003: mi ha dato almeno qualche istante di tempo in più per godermelo...Baci

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  3. pochi giorni fa è venuto a mancare lo zio che h allevato paparotto gigiotto, orfano di padre a sua volta.
    è stato un tragico evento, sebbene anche lo zio, come tuo nonno se ne sia andato silenziosamente e dignitosamente...
    il tuo ringraziamento che lo saluta mentre se ne va, è un dono che sono convinta reputerà prezioso

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    1. ne sono convinta anche io! :)

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  4. Ho i lucciconi.
    Mi hai ricordato il mio di nonno.
    Un uomo buono e giusto.
    Mi manca.
    Ti sono davvero vicina.

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  5. Mi hai ricordato i miei nonni, che non ci sono ormai piu' da tantissimi anni.
    E mi hai fatto sorridere pensando a loro.

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    1. sono contenta di averti fatto sorridere pensando a loro!!! è quello che faccio io e vorrei facessero tutti pensando al mio nonno! :D

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